Étude 1 sur 12 · Le titulus de Pilate

  1. Étude 1 : Le titulus de Pilate
  2. Étude 2 : Le chemin jusqu’au Mont Golgotha, aide de Simon de Cyrène
  3. Étude 3 : Paroles aux femmes
  4. Étude 4 : La crucifixion
  5. Étude 5 : Le partage des vêtements et les moqueries
  6. Étude 6 : Le dialogue avec les deux malfaiteurs qui l’entouraient
  7. Étude 7 : Le dialogue de Jésus avec Jean et les femmes
  8. Étude 8 : La nuit à midi
  9. Étude 9 : La réaction de Pierre et de Jean
  10. Étude 10 : Marie de Magdala reste au tombeau
  11. Étude 11 : Première apparition du Messie Jésus à Marie de Magdala
  12. Étude 12 : Seconde apparition du Messie Jésus aux autres femmes

L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Il titulus di Pilato

    Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.

    Giovanni 19.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota,
    Continua a leggere
  • Il cammino fino al monte Golgota, aiuto di Simone di Cirene

    PER350 analizza il cammino di Gesù verso il monte Golgota, a partire dal pretorio di Pilato. Indebolito dalla flagellazione, Gesù non riesce più a portare da solo la sua croce. Simone di Cirene viene requisito dai soldati. Luca menziona delle donne in lacrime tra la folla, Matteo riferisce il rifiuto di Gesù di una bevanda anestetizzante. Marco identifica Simone come padre di Alessandro e Rufo, figure note alle prime comunità cristiane. Una sinossi di Matteo, Marco e Luca illumina questo episodio che precede immediatamente la crocifissione, datata al venerdì mattina verso le 9.

    Matteo 27.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne.
    Continua a leggere
  • Parole alle donne

    Sulla via del Golgota, Gesù si rivolge alle donne di Gerusalemme che piangono per lui. Lungi dal concentrarsi sulla propria sofferenza, le avverte profeticamente di un terribile giudizio che sta per abbattersi sulla città. Episodio esclusivo di Luca, rivela Gesù come grande profeta, preoccupato fino all’ultimo della salvezza degli altri, e annuncia la distruzione di Gerusalemme nell’anno 70.

    Luca 23.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or lo seguiva una gran moltitudine di popolo e di donne che facean cordoglio e lamento per lui.
    Continua a leggere
  • La crocifissione

    La pericope PER352 analizza la crocifissione di Gesù sul monte Golgota attraverso i quattro vangeli. Colloca l’evento verso le 9 di un venerdì mattina, esamina il compimento delle profezie (Isaia 53,12; Salmo 22,19), i dettagli tecnici della crocifissione, l’iscrizione regale e gli scherni dei testimoni. Una lettura sinottica rigorosa che unisce storia, cronologia e teologia.

    Giovanni 19.23-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica. Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso.Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e han tirato la sorte sulla mia tunica. Questo dunque fecero i soldati.
    Continua a leggere
  • La spartizione delle vesti e le derisioni

    La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.

    Giovanni 19.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.
    Continua a leggere
  • Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto

    La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.

    Marco 15.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno.
    Continua a leggere
  • Il dialogo di Gesù con Giovanni e le donne

    Ai piedi della croce, Gesù affida sua madre Maria a Giovanni, il discepolo amato (Giovanni 19.25-27). Unico vangelo a riferire questa scena, Giovanni sottolinea la coraggiosa presenza delle donne e di Giovanni al Golgota. Questo dialogo rivela una duplice portata: umana, perché Gesù assume le sue responsabilità di figlio, e spirituale, perché istituisce una nuova famiglia fondata sulla fede e non sul sangue. Giovanni obbedisce subito, dando prova della sua fedeltà.

    Marco 3.35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.
    Continua a leggere
  • La notte a mezzogiorno

    La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.

    Giovanni 18.17-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de’ discepoli di quest’uomo? Egli disse: Non lo sono.Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava.Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi?Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto.E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote?Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote.Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono.Uno de’ servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l’orecchio, disse: Non t’ho io visto nell’orto con lui?E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua.Pilato dunque uscì fuori verso di loro, e domandò: Quale accusa portate contro quest’uomo?Essi risposero e gli dissero: Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani.
    Continua a leggere

La risurrezione e le diverse apparizioni

  • La reazione di Pietro e di Giovanni

    La pericope 368 analizza la reazione di Pietro e Giovanni dopo la testimonianza di Maria di Magdala sulla tomba vuota. I due apostoli corrono al sepolcro, vi scoprono le bende e il sudario piegato, ma non comprendono ancora la realtà della risurrezione. L'articolo armonizza i racconti di Luca 24.12 e Giovanni 20.3-12, distingue due annunci successivi ai discepoli e sottolinea l'incomprensione iniziale di fronte alle profezie di Gesù sulla sua risurrezione.

    Marco 16.6-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’aveano posto.Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v’ha detto.
    Continua a leggere
  • Maria di Magdala resta presso il sepolcro

    Episodio esclusivo di Giovanni (Giovanni 20.11), questa pericope descrive Maria di Magdala che resta sola presso il sepolcro dopo la partenza di Pietro e Giovanni. Testimone fedele fin dal ministero di Gesù, interpreta dapprima la scomparsa del corpo come un trafugamento, prima di diventare la prima persona a cui il Risorto appare personalmente. L’articolo propone un’analisi cronologica e un’armonizzazione dei racconti evangelici della risurrezione.

    Giovanni 20.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora corse e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano posto.
    Continua a leggere
  • Prima apparizione del Messia Gesù a Maria di Magdala

    La pericope PER370 analizza la prima apparizione di Cristo risorto a Maria di Magdala, la domenica 3 aprile dell’anno 33 al mattino, presso la tomba a Gerusalemme. Riferita principalmente da Giovanni (Gv 20,11-18) e confermata da Marco (Mc 16,9), questo incontro rivela l’iniziale ignoranza di Maria riguardo alla risurrezione, il suo equivoco nel prendere Gesù per un giardiniere e la natura particolare delle apparizioni pasquali. L’articolo adotta un rigoroso metodo sinottico confrontando i vangeli.

    Matteo 28.2-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra.Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve.E per lo spavento che n’ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte.
    Continua a leggere
  • Seconda apparizione del Messia Gesù alle altre donne

    La pericope PER371 analizza la seconda apparizione di Gesù risorto alle donne (Mt 28.9-10), la domenica mattina presso la tomba a Gerusalemme. L'articolo armonizza la tensione apparente tra Marco (silenzio e timore delle donne) e Matteo (incontro con Gesù), mostrando che questi racconti sono complementari: Marco descrive la reazione immediata di stupore, Matteo vi aggiunge la gioia. Solo Matteo riferisce questa apparizione specifica.

    Luca 24.36-49 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno spirito.Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri?Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io.E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare?Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza.Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.Allora apri loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro:Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno,e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.Or voi siete testimoni di queste cose.Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza.
    Continua a leggere